PROMOZIONE  SOCIALE  NUOVE  SINERGIE
Dott.ssa Curi Novelli - Presidente      Dott.ssa Gerli - Segretario     Dott.ssa Teresa Lorito - Tesoriere

Di cosa ci occupiamo

Nuove Sinergie si occupa di promuovere ricerca, informazione e progetti nell’ambito dei vari aspetti dell’esclusione e del disagio sociale ampliando le proprie competenze e i campi di interesse e cerca di farlo attraverso un approccio che privilegia il vertice del gruppo perché questo consente di ampliare la visione e le possibilità di riflessione e intervento.

Disagio Lavorativo

Si assiste ad un aumento delle richieste di aiuto da parte di persone che si trovano ad affrontare condizioni lavorative intollerabili o al limite della tollerabilità oppure che perdono il posto di lavoro e finiscono in situazione di sofferenza psichica e di marginalità sociale. Il lavoro, infatti, non è mai neutro rispetto alla salute mentale (C. Dejours, 1998) e può generare il meglio, la salute, quando contribuisce alla espressione e realizzazione del potenziale delle persone, oppure il peggio, generando sofferenza sino alla malattia mentale e persino il suicidio.

 

Il disagio lavorativo, il mobbing, sono sempre esistiti ma a fare la differenza una volta era il gruppo dei colleghi o il collettivo di fabbrica, che offrivano solidarietà e supporto costituendo un fattore di protezione dalla malattia mentale. Oggi invece dilaga nei contesti di lavoro e sociali un individualismo estremo e la conseguente solitudine che insieme alla aggressività e alla paura rendono sempre più difficili le condizioni di vita nei luoghi di lavoro.  La crisi ha messo in luce gli aspetti più distruttivi dell’attuale sistema capitalistico rivelando nella loro perversa crudeltà i processi di deumanizzazione e banalizzazione del male (H. Arendt, 1963) che vengono agiti quotidianamente nei contesti lavorativi. Tutto ciò è all’origine di un aumento della sofferenza correlata al lavoro.


Il disagio psicosociale della Persona Anziana

 I cambiamenti demografici e la crescita della numerosità della popolazione anziana ha fatto emergere due problemi principali: da un lato è cresciuto il numero dei “grandi anziani” che vivono soli o per i quali la rete dei sostegni familiari si è indebolita; dall’altro aumenta il numero di anziani esposti al rischio di perdere la loro autosufficienza fisica o psichica.

Da un lato aumentano gli anziani che riescono ad invecchiare attivamente ma sono sempre di più anche coloro che versano in situazioni di marginalità sociale, in condizioni di disagio economico e abitativo, in solitudine e in malattia. Di fronte a questo scenario incombe sempre più la necessità di mettere in atto azioni finalizzate a promuovere una maggior inclusione sociale e una miglior qualità di vita delle persone anziane.

E’ importante porre attenzione non solo a quanto si vive, ma anche a come si vive! Questo comporta tenere conto dei bisogni e delle possibili fragilità riscontrabili in questa fascia della popolazione e correlati all’età, per attuare azioni di prevenzione e sostegno ai problemi dell’anzianità.

I rischi cui vanno maggiormente incontro gli anziani sono infatti: la povertà sia economica, sia relazionale, la solitudine, la malattia sia fisica, sia mentale e talvolta il suicidio.