Crisi lavoro psicopatologia mobbing

A cura di Rosalba Gerli

 

Come psicoterapeuta non posso che tentare di dar voce alla sofferenza che deriva dalle difficoltà di questo momento storico e in modo particolare a quella che deriva dalle trasformazioni del lavoro.

Un lavoro che potremmo definire oggi maltrattato come sempre più spesso sono maltrattate le persone al lavoro.

Io mi occupo da tempo di disagio lavorativo e da circa dieci anni conduco gruppi con persone che presentano problemi legati alle varie forme del disagio sul lavoro compreso il mobbing, che è solo un aspetto di tale disagio, ma che ha avuto il merito di aprire una finestra sull’ampio panorama della sofferenza che scaturisce dalle condizioni di lavoro.


La difesa dell'indifferenza

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Cosa significa mobbing

A cura di Rosalba Gerli

 

Nei vari incontri con i delegati sindacali che si sono svolti in quest’ultimo anno, così come nelle occasioni di incontro con gruppi di lavoratori o con le persone che si sono rivolte al gruppo di ricerca sul disagio lavorativo e al CPS (Centro Psico Sociale)[1] ho potuto riscontrare la poca informazione che esiste sul fenomeno mobbing. Pertanto ritengo sia necessario fare un po’ di chiarezza su cosa si intende per disagio lavorativo partendo dal mobbing per arrivare poi a distinguerlo da altre forme di disagio psicologico sul lavoro. Ovviamente questo richiede tempo e spazio, pertanto ho pensato di effettuare questo percorso attraverso più numeri del giornale e se vorrete alla fine mi renderò disponibile, insieme ai miei colleghi del gruppo di ricerca a fare un incontro riepilogativo in cui potremo rispondere anche a tutte le vostre domande.

In questo numero cominceremo a capire: “Cosa significa mobbing?”

 

[1] Mi riferisco al CPS di Via Settembrini 32, a Milano, dove un’equipe di psicologi segue un progetto sul mobbing per l’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli.


Come si sviluppa il mobbing.  I parametri per il suo riconoscimento

“Il mobbing non è una situazione stabile, ma un processo in continua evoluzione” (Ege, 2001, p. 18).

“…E’ un processo articolato, che comincia lentamente e subdolamente, che si nasconde dietro mille parvenze e diventa spesso evidente solo dopo una lunga incubazione. Il mobbing è un processo articolato in cui è possibile individuare delle fasi successive. In base a questa caratteristica i ricercatori si sono impegnati nello studio delle caratteristiche ricorrenti di una situazione di mobbing, giungendo ad elaborare degli schemi teorici. Lo scopo di questi modelli è quello di rendere più facile il riconoscimento di una situazione di mobbing e quindi più corretta la valutazione delle cause e la scelta delle soluzioni. (Ege, 1997, p. 40).


Filottete e gli Achei. Un’esperienza di gruppo con persone vittime di mobbing o con disagio lavorativo

A cura di Rosalba Gerli e Mirella Curi Novelli

 

Filottete è originario della Tessaglia, fu uno dei pretendenti di Elena e per questo motivo partecipò alla guerra di Troia. Da Eracle aveva ereditato un arco e delle frecce in grado di non fallire mai il bersaglio. Durante il viaggio con gli Achei verso Troia, sceso dalla nave per offrire sacrifici agli dei nella minuscola isola di Crise, fu morso al piede da un serpente. La ferità s’infettò diventando una piaga purulenta che emanava un fetore nauseante: nessuno voleva stargli vicino, disgustati dal cattivo odore e dai lamenti, i suoi compagni, su consiglio di Ulisse, lo abbandonarono a Lemno, un’isola deserta dove, tormentato dalla cancrena, esasperato e sofferente, per dieci anni cercò di sopravvivere cacciando. L’arco, dono divino e simbolo di forza, è ora diventato strumento di difesa e sopravvivenza.